mercoledì 3 gennaio 2018

I grafici della radioattività

I grafici della radioattività

Ecco alcuni grafici più significativi sul tema della radioattività:

Reattori nucleari pianificati
(Fonte ENI)
Il grafico mostra il numero di reattori pianificati, ovvero i reattori approvati e finanziati e previsti in esercizio entro 8-10 anni (dati aggiornati al 1° agosto 2017).
Fonte dati: World Nuclear Association

Reattori nucleari in costruzione nel mondo
(Fonte ENI)


Nel grafico è indicato il numero di reattori nucleari in costruzione per Paese (dati aggiornati al 1° agosto 2017). Questi nuovi 58 reattori avranno una capacità elettrica totale di 63 GWe.
Fonte: World Nuclear Association

Principali paesi produttori di uranio nel 2016
(Fonte ENI)
 Il grafico mostra i principali Paesi produttori di uranio. Nel 2016 sono state estratte 62.366 tonnellate di uranio, di cui 44.929 tonnellate in soli tre Paesi, Kazakhstan, Canada e Australia, che estraggono oltre il 72% dell’uranio mondiale prodotto.
Fonte dati: World Nuclear Association

Megawatt elettrici installati per paese nel 2016
(Fonte ENI)
 Il grafico mostra la capacità elettrica installata totale (MWe) da fonte nucleare per Paese. Nel 2016 i reattori nucleari opeartivi sono stati 446, per una capacità totale installata pari a 391.315 megawatt elettrici (MWe).
Fonte dati: World Nuclear Association




I numeri della radioattività

I numeri della radioattività
 
(Louis Harold Gray)
Le unità di misura principali della radioattività sono:
  • Gray[Gy]: Unità di misura della dose, ovvero la quantità di energia dissipata dalla radiazione per unità di peso della materia da essa investita.                                                                             
 1 Gy= 1 J/Kg
 





    (Antoine Henri Becquerel)
  • Becquerel[Bq]: Unità di misura del Sistema Internazionale per misurare l’attività di un radionuclide ovvero il numero di decadimenti che avvengono in 1 secondo in un materiale.
1 Becquerel equivale ad 1 disgregazione al secondo









    (Rolf Sievert)
  • Sievert[Sv]: Unità di misura del Sistema Internazionale per quantificare gli effetti biologici derivanti dalle radiazioni; in particolare 1 Sv è pari ad 1 joule di energia assorbita da 1 kg di massa.
 1 Sv= 1 J/Kg

martedì 2 gennaio 2018

La radioattività nel cinema

La radioattività nel cinema

(James Bond (Roger Moore) in una delle scene del film)


  L'agente 007 di certo si contraddistingue per la perfette riusciute delle sue ardite missioni, ed è un personaggio che è entrato nell'immaginario collettivo grazie alla sua eleganza, al suo sangue freddo e savoir-faire. In "octopussy:operazione piovra" l'agente più famoso a servizio di sua maestà è intento nello sventare un presunto incidente nucleare che comporterebbe conseguenze politiche rilevanti nello scacchiere europeo in piena guerra fredda.

(Locandina del film)


Le narrazioni della radioattività

Le narrazioni della radioattività
Il problema delle eco-mafie risulta essere molto sentito in Italia, soprattutto nel mezzogiorno: frequenti risultano essere i ritrovamenti di materiali radioattivi rinvenuti sotto metri di terra, materiali molto pericolosi poichè inquinanti dell'intero sottosuolo.
In quest'ottica  si pone l'articolo scritto da Biaggio Simonetta, il quale, descrive tale male cronico nazionale.
 
(Rifiuti tossici)
 

Le funzioni sostitutive della radioattività


Le funzioni sostitutive della radioattività

Molteplici risultano essere le funzioni della radioattività che possono essere sostituite in altro modo. Tra le altre si individuano:

Ambito industriale:Industrialmente vengono utilizzati i cosidetti metodi (o controlli) non distruttivi:il loro scopo è evidenziare l'eventuale presenza di cricche o difetti vari di un pezzo senza distruggerlo o danneggiarlo, permettendone così il riutilizzo. Tali controlli hanno lo scopo di consentire l'emissione di giudizi di accettabilità dei singoli manufatti.

In tale ambito, possono essere utilizzati per la scoperta di difetti, tecnologie differenti dal metodo radiografico, ed in particolare, si possono citare:
  • MAGNETOSCOPIA: generando un campo magnetico all'interno del materiale e cospargendo la superficie del manufatto da analizzare con della polvere di ferro, si possono vedere delle discontinuità in corrispondenza di un difetto a causa della non chiusura delle linee di forza
  • ULTRASUONI:Tramite un generatore di onde sonore, e calcolando i tempi di ritorno di queste ultime, si possono scoprire eventuali presenze di difetti
 
(Operazione di magnetoscopia)
(Misuratore del flusso di ultrasuoni)










Un'altra funzione, per quanto detestabile  questa possa essere, è l'utillizzo di varie tecnologie in campo bellico:
 Prima della seconda guerra mondiale, tutti gli ordigni qualunque fossero le loro dimensioni, erano costituiti essenzialmente da materiale esplosivo che però traeva la propria energia da processi chimici. Durante il secondo conflitto mondiale vennero sviluppate, da ambo i fronti, tecnologie che sfruttavano come potenziale distruttivo energia ricavata da reazioni a catena di fissione nucleare.
(Granata a frammentazione)

("Fungo" atomico)
 

Le forme sostitutive della radioattività

Le forme sostitutive della radioattività
Nella maggior parte dei casi la radioattività artificiale risulta essere utilizzata nella produzione di energia elettrica. Le principali forme alternative di approvigionamento risultano essere:
  • Energia solare: tramite dei pannelli solari avviene la conversione di energia termica in energia elettrica
  • Energia eolica: la forza del vento è usata per mettere in moto delle pale eoliche che con il loro moto producono energia elettrica
  • Energia idroelettrica: sfruttando il dislivello, si converte l'energia potenziale gravitazionale detenuta dell'acqua ad alta quota, tramite la messa in moto di turbine, in energia elettrica
  • Energia geotermica: energia, cioè, che viene fornita per mezzo di fonti geologiche di calore 
  • Energia ricavate dal mare
Quell
(Alcune tipogie di energie rinnivabili)
e esposte fino a qui risultano essere delle energie rinnovabili, quindi
che si ottengono da risorse naturali che hanno la capacità di rigenerarsi alla stessa velocità con cui vengono consumate e quindi non sono esauribili.





Vi sono poi fonti di energia alternative alla produzione in centrale nucleari che sono non rinnovabili, quindi basate sull'utilizzo di combustibili fossili;queste ultime, infatti, si rigenerano in tempi lunghissimi e il loro utilizzo porta all’esaurimento delle riserve disponibili. Fanno parte di questa categoria i combustibili come il petrolio, il carbone e il gas naturale utilizzate, ad esempio in delle centrali a gas, dove, tramite un generatore di gas, si ottiene energia elettrica.
 
(Centrale a carbone in provincia di La Spezia)












 

Gli elementi della radioattività

Gli elementi dell'artificiale 
 
La radioattività artificiale risulta essere utilizzata essenzialmente per la produzione di energia elettrica nelle centrali nucleari.  L'elemento che viene bruciato risulta essere l'uranio opportunamente trattato e la sua conversione in energia elettrica avviene tramite reazione di fissione, in un caso, o reazione di fusione dall'altra

(Uranio allo stato solido)







                                                                                             

 Successivamente, in seguito alle reazioni di reazione o di fissione si ha la produzione di scorie nucleari quali cesio, rubidio, iodio, stronzio etc. etc.

(Fusti di scorie nucleari)




                                                              
                                                                                                                                                                                         







 Oltre all'uranio esistono altri elementi radioattivi; tra cui
    (Francio)
  •  Francio (numero atomico 87):è uno degli elementi più instabili sulla terra. Si può trovare molto in profondità oppure in un suolo impregnato di scorie nuclerari.










    (Americio)
  • Americio(numero atomico 95): è un elemento artificiale altamente radioattivo.